Attività sismica dei Campi Flegrei
Attività sismica Campi Flegrei aggiornamenti: Negli ultimi giorni, l’area dei Campi Flegrei ha continuato a manifestare una significativa attività sismica. Il 21 febbraio 2025, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato quattro scosse: la prima, di magnitudo 2.3, alle 8:53 con epicentro sulle Coste di Agnano; due successive di magnitudo 2.1 alle 18:13 e 18:15 nei pressi di Pisciarelli; e una quarta scossa di magnitudo 2.0 alle 21:03 nell’area vesuviana vicino a Strada Matrone. Fortunatamente, non sono stati segnalati danni strutturali o pericoli immediati per la popolazione.
Localizzazioni ipocentrali ai Campi Flegrei nel corso degli ultimi 12 mesi (in blu) e dell’ultimo mese (in rosso). La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo, come indicato nel riquadro in basso a destra.
fonte: Osservatorio Vesuviano INGV

Le cause dell'attività sismica
L’aumento della sismicità nell’area flegrea è strettamente correlato al fenomeno del bradisismo, un processo geologico caratterizzato dall’innalzamento e abbassamento del suolo a causa della pressione dei fluidi sotterranei. Questa dinamica è legata alla presenza di un vasto sistema di camere magmatiche e di serbatoi idrotermali che interagiscono nel sottosuolo. Il sollevamento del suolo è un fenomeno noto che si manifesta da decenni nell’area flegrea;
Il bradisismo ai Campi Flegrei è attivo da secoli, con periodi alternati di maggiore o minore intensità. Attualmente, il sollevamento del suolo è in aumento, con una media di circa 10 mm al mese. Questo fenomeno è causato dalla risalita di gas e fluidi caldi provenienti dal magma profondo, che esercitano pressione sulle rocce soprastanti, generando fratture e provocando sciami sismici. Dal 2005, il suolo si è sollevato di circa 138 cm, di cui 20 cm solo nel 2024.
Secondo l’INGV, durante lo sciame sismico iniziato il 15 febbraio 2025, sono stati registrati 282 terremoti fino al 17 febbraio, con una magnitudo massima di 3.9. Nonostante l’incremento dell’attività sismica, altri parametri monitorati, come le emissioni delle fumarole, non mostrano variazioni significative.
Il sollevamento totale registrato alla stazione GNSS di RITE è di circa 138 cm da novembre 2005,
inizio dell’attuale fase di unrest e di circa 20 cm da gennaio 2024.
fonte Osservatorio Vesuviano

E il Vesuvio?
Per quanto riguarda il Vesuvio, l’attività sismica recente è stata meno intensa. L’ultima scossa registrata il 21 febbraio 2025, di magnitudo 2.0, non ha causato danni né destato particolare preoccupazione. Tuttavia, l’area vesuviana presenta una sua attività sismica naturale dovuta alle pressioni interne del vulcano, alla presenza di fluidi idrotermali e a piccole variazioni nella sua camera magmatica.
A differenza dei Campi Flegrei, il Vesuvio è caratterizzato da un’attività più profonda, con fenomeni sismici meno frequenti ma comunque monitorati attentamente. Anche se al momento non ci sono segnali di una risalita magmatica significativa, l’INGV mantiene attivo un sistema di monitoraggio costante per valutare eventuali cambiamenti nei parametri vulcanici.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi?
L’attività sismica nei Campi Flegrei potrebbe continuare nei prossimi mesi se il fenomeno del bradisismo dovesse proseguire con lo stesso trend. L’INGV ha sottolineato che non ci sono segnali immediati di un’eruzione, ma l’incremento della pressione sotterranea rende necessario un controllo costante.
Le autorità locali e l’INGV mantengono un monitoraggio continuo della situazione e forniscono aggiornamenti regolari alla popolazione. Si raccomanda ai residenti di seguire le comunicazioni ufficiali e di attenersi alle indicazioni fornite dagli enti preposti alla gestione del rischio vulcanico.
Per approfondire l’argomento, è possibile consultare il seguente video che discute l’attuale situazione del bradisismo ai Campi Flegrei:
Aggiornamento al 12/04/2026
Sulla base dei dati pubblicati nei bollettini ufficiali di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano (INGV), ecco la sintesi dei valori medi mensili di sollevamento del suolo nell’area dei Campi Flegrei (stazione GNSS di RITE) per gli ultimi sei mesi:
Ottobre 2025: circa 25 mm/mese (con un’accelerazione registrata a partire dal 10 ottobre).
Novembre 2025: circa 25 mm/mese.
Dicembre 2025: circa 15 mm/mese (velocità in diminuzione dalla metà del mese).
Gennaio 2026: circa 15 mm/mese.
Febbraio 2026: circa 10 mm/mese.
Marzo 2026: circa 10 mm/mese.
Da gennaio 2025 ad aprile 2026, il sollevamento totale accumulato presso la stazione del Rione Terra è di circa 25-26 cm. La tendenza attuale mostra un progressivo rallentamento della velocità di sollevamento rispetto al picco registrato nell’autunno del 2025.
Sintesi dell’Attività (Dati al 12 aprile 2026)
L’attività sismica e deformativa nell’area flegrea mostra un quadro di persistente unrest, caratterizzato da una velocità di sollevamento costante ma inferiore ai picchi del 2025, accompagnata da una sismicità puntuale di magnitudo moderata.
Analisi Dettagliata
Deformazione del Suolo (Bradisismo): I dati delle stazioni GNSS (stazione di riferimento RITE) confermano che la velocità di sollevamento si è stabilizzata a circa 10 ± 3 mm/mese a partire da febbraio 2026. Il sollevamento totale cumulato dal gennaio 2025 ha raggiunto circa 25-26 cm.
Attività Sismica Recente: È fondamentale menzionare lo sciame sismico del 7 aprile 2026, che ha registrato un evento principale di magnitudo Md 3.3 avvertito distintamente in tutta l’area flegrea e nei quartieri occidentali di Napoli. Nella settimana tra il 30 marzo e il 5 aprile erano stati localizzati 26 eventi (Md max 2.1), evidenziando una ripresa della magnitudo proprio in concomitanza con la tua pubblicazione.
Geochimica e Temperature: I parametri restano elevati. La temperatura della fumarola BG nel cratere della Solfatara si conferma stabile intorno ai 173 °C, mentre l’area di Pisciarelli mantiene valori prossimi alla condensazione (~95 °C), indicando una pressione costante nel sistema idrotermale profondo.
Implicazioni Geotecniche
Il mantenimento di una velocità di sollevamento di 10 mm/mese, seppur ridotta rispetto ai 25 mm/mese dell’ottobre 2025, indica che il processo di pressurizzazione del sistema non si è interrotto. Dal punto di vista geotecnico, ciò comporta uno stato di sollecitazione continuo sulle strutture superficiali e una variazione del regime di sforzi nelle zone di faglia, aumentando la probabilità di eventi sismici indotti di magnitudo simile a quelli registrati il 7 aprile.
Bibliografia / Fonti Suggerite
INGV – Osservatorio Vesuviano: Bollettino Settimanale Campi Flegrei del 07/04/2026.
Rete GNSS NeVoCGN: Serie storiche della stazione RITE (Rione Terra).
